venerdì 22 aprile 2016

Il lievito fa davvero male alla salute?

Al giorno d'oggi abbiamo sempre meno tempo, siamo sempre di corsa. Quante sono le persone che riescono a fare un'abbondante colazione con yogurt, frutta e magari una bella spremuta d'arancia? O magari consumano a pranzo un'insalata mista con farro o qualche altro buon cereale? Senza pensare alla cena dove rientriamo a casa consumati dalla giornata e l'ultimo pensiero è quello di mettersi ai fornelli. Tutto questo per dire che i cibi pronti quali brioche, biscotti, pane e pizza sono sempre più presenti nelle nostre dispense e questo comporta un continuo consumo di lievito, sia chimico che naturale. Ciò provoca  l'insorgenza di diversi disturbi.


La mia pizza senza lievito.

Cos'è il lievito?

Per quanto riguarda il lievito naturale, insieme di microorganismi che provocano il rigonfiamento attraverso il contatto con gli zuccheri che producono alcool e anidride carbonica, troviamo il lievito di birra e la pasta madre o pasta acida. Il lievito chimico invece produce anidride carbonica, reazione che porta alla formazione di bolle d'aria che gonfia l'impasto. Sono principalmente il bicarbonato d'ammonio e il cremor tartaro.


Perché il lievito fa male?

Il danno principale è a carico della flora batterica intestinale. Il responsabile principale è il lievito di birra che provoca disbiosi intestinale, ovvero alterazione della flora batterica, disturbo che causa gonfiore, diarrea, stipsi e meteorismo. Ciò interferisce con l'assorbimento dei nutrienti assunti attraverso l'alimentazione provocando indebolimento dell'organismo, che lo rende maggiormente esposto a virus e batteri.  Non solo, questo può provocare la candida, infezione data dalla proliferazione di un fungo, candida albicans, che è comunemente presente nel lume intestinale.  Ricordo che per risolvere il problema sarebbe bene assumere fermenti lattici. Per quanto riguarda i lieviti chimici vengono tollerati più facilmente da chi soffre di intolleranza ai lieviti.


Chi deve limitare il consumo di lievito?

Consumato in piccole quantità e saltuariamente alla maggior parte delle persone sicuramente non provocherà danni. Si potrebbe accusare gonfiore subito dopo una pizza per esempio, ma non si incorre nei danni maggiori che si svilupperebbero con l'assunzione periodica. Mentre è bene eliminarlo per tutti coloro che soffrono di colite e candida ricorrente. Ricordiamo che il lievito di birra è anche fonte delle vitamine del gruppo B,  risulta ricco di minerali come ferro, potassio e magnesio, inoltre aiuta a depurare il fegato. In alternativa se siete degli assidui consumatori di cibi pronti, quando avete tempo di preparare qualcosa a casa potete provare la pizza senza lievito. Vi assicuro che non troverete tanta differenza e risulterà sicuramente più digeribile, l'importante è farla sottile per far si che si cuocia bene anche dentro.



venerdì 15 aprile 2016

Alimenti ricchi di ferro

Vi sentite spesso stanchi e affaticati? Vi capita di avere episodi di palpitazioni? Allora è il caso di fare gli esami del sangue. Può essere che soffriate di anemia, ovvero carenza di ferro.



Questa patologia porta principalmente a pallore, affaticabilità, vertigini e tachicardia. Il ferro lo si può trovare in tanti alimenti. E' diviso in ferro eme che è di origine animale e lo troviamo in carni rosse magre, carni bianche e pesce. Mentre quello di origine vegetale è chiamato ferro non eme e lo possiamo trovare in cereali, verdure e legumi, di più difficile assorbimento. Normalmente solo una piccola percentuale viene persa dal nostro corpo ogni giorno, quindi attraverso l'alimentazione la richiesta viene facilmente soddisfatta. Ma se così non fosse a causa di un'aumentate richiesta come capita in gravidanza, allattamento, età pediatriche o per chi soffre di cicli mestruali abbondanti, è bene aumentare l'apporto di tutti quegli alimenti che hanno un alto contenuto di ferro.

Ecco la lista:
  • carne;
  • frattaglie;
  • tuorlo d'uovo;
  • vongole;
  • lenticchie;
  • cacao;
  • verdura verde a foglia larga;
  • frutta secca.

Come facilitare l'assorbimento.

Il ferro non eme è consigliato assumerlo nello stesso pasto insieme alla vitamina C, presente nella frutta e agrumi come kiwi, uva, fragole, ananas o verdura come broccoli, cavoli, cavolfiori e pomodori; quindi si potrebbe condire con del limone un bel piatto di verdura ed abbinarlo ad un bel piatto di legumi.

La cisteina, amminoacido che ritroviamo ad esempio nelle carni, ha la capacità di aumentare l’assorbimento del ferro contenuto nei vegetali, quindi è buona prassi abbinare alla carne un bel piatto di verdure.

Un'altro aiuto è quello di eliminare, o perlomeno assumere lontano dai pasti principali, the e caffè. Contengono tannini che inibiscono l'assorbimento del ferro.

Anche gli spinaci e le noci, a causa del ricco contenuto in acido ossalico, non sono da considerarsi una fonte di ferro.

Non solo, nella categorie delle sostanze che ostacolano l'assimilazione troviamo i farmaci antiacidi così come i latticini a causa del contenuto di calcio.

Quando l'alimentazione non basta.


Nel caso in cui con l'alimentazione non riusciamo ad aumentare il livello di ferro, in genere il medico prescrive farmaci a base di ferro chimico come: ferro gluconato o ferro solfato. Il trattamento per via orale dovrebbe essere continuato per 3/6 mesi, non solo per correggere l'anemia, ma anche per reintegrare le riserve.  Per esperienza, ricordo che sono farmacista, la maggior parte dei pazienti non lo tollera. Avvertono nausea, stitichezza, diarrea e crampi addominali. Addirittura l'assunzione di questo tipo di ferro in gravidanza provoca le coliche nei neonati. 

In alternativa potete provare gli integratori che sono prodotti a base di estratti vegetali che rilasciano il ferro e hanno molti meno effetti collaterali. Io faccio parte di quella categoria che non tollera il classico ferro chimico e ho usato quello naturale. Devo dire che mi sono trovata molto bene, soprattutto durante le mie due gravidanze. Per di più le mie bimbe non hanno mai avuto una colica. Inoltre, spesso si trovano in associazione alla vitamina C, alle vitamine del gruppo B o all'acido folico, tutte sostanze che aiutano l'organismo nei periodi di maggior stress.
Questo articolo non si vuole sostituire al medico, quindi prima di prendere qualsiasi farmaco parlatene sempre con uno specialista del settore.


mercoledì 6 aprile 2016

Allergia e dermatite: come evitarle con i detersivi fai da te!


I detersivi: ne abbiamo di tutti i tipi e di tutte le forme. Spesso e volentieri non sappiamo dove metterli. Abbiamo quello per il calcare, per il bagno, per l'acciaio, per il lavello della cucina, per la lavatrice e chi più ne ha più ne metta. Una volta pulita casa siamo soddisfatte, ma siamo sicure di aver creato un ambiente sano per noi e i nostri figli?


Non solo sono fonte di inquinamento, ma possono essere anche dannosi per la salute. Negli ultimi anni sono stati fatti diversi studi che dimostrano un aumento dell'insorgenza di allergie e asma a causa dei detersivi. Spesso tracce di quest'ultimi rimangono sulle superfici. Non solo, andrebbero utilizzati in ambienti areati, ma spesso per un motivo o per un' altro ciò non avviene. Questo comporta in alcuni casi intossicazione immediata data dall'inalazione o in altri casi effetti a lungo termine come dermatite. Ancora più dannosi sono i detersivi per i panni o gli ammorbidenti, che causano anche questi dermatiti, soprattutto nei bambini. Allora cosa fare? Io ho provato a sostituire alcuni detersivi con l'acido citrico.
Ecco come:
  • Ammorbidente  per bucato.
Ho disciolto 100gr di acido citrico in un litro di acqua e ho versato il tutto in una bottiglia di ammorbidente vuota che avevo usato, sia per riciclarla, sia per utilizzare il tappo dosatore. Poco prima del suo utilizzo deve essere agitato e poi utilizzato nello scompartimento dell'ammorbidente. Ovviamente non avremo un bucato profumatissimo come succede con l'utilizzo dei normali ammorbidenti, però ne gioverà la nostra salute. Eventualmente si può rimediare inserendo alcune gocce di olio essenziale. Quelli con un'azione antibatterica superiore sono: palmarosa, citronella, limone, arancio, geranio e patchouli.
  • Sulle superfici lavabili.
In questo caso la soluzione è più concentrata, 150gr in un litro di acqua. Io per farvi vedere che è efficace anche come anticalcare l'ho usato per pulire il rubinetto della doccia.

Prima
Dopo


  • In lavatrice come disincrostante.
Ogni mese versate un litro di una soluzione al 15% direttamente nel cestello vuoto e avviare un programma ad alta temperatura.
  • In lavatrice come brillantante.
Riempite la vaschetta del brillantante con una soluzione al 15% e regolate l'indicatore al massimo.
  • Per la pulizia degli scarichi.
In questo caso sciogliete in un bicchiere di acqua 30 gr di acido citrico e lo versate nello scarico dopo aver messo 100 gr di bicarbonato.
  • Disgorgante naturale.
Sostituite i disgorganti chimici tradizionali che provocano gravissimi danni all’ambiente, prendete un misurino di acido citrico unitelo ad uno di bicarbonato e versatelo nello scarico con acqua calda.

Lo potete trovare in farmacia, erboresteria, nei negozi bio, ma anche online. Ricordatevi di tenerlo in un recipiente chiuso perchè è molto sensibile all'umidità. Spero di avervi incuriosito. Provate e fatemi sapere.